Riflessioni a caldo
A mio avviso, nonostante alcune l'abbiano ricordata come una "buona battaglia", il rischio che dobbiamo scongiurare è che questa "controcampagna" finisca come la campagna per il referendum contro la legge 40/2004. In quel caso, abbiamo avuto forse il torto di voler lasciare in mano ai politici istituzionali, vale a dire partitici, una battaglia che avrebbe dovuto essere innanzitutto nostra. Il risutato è stata una scarsa visibilità delle donne, che hanno lavorato a quella ampagna in maniera granata e poco incisiva, a fronte di un generale disimpegno, o scarso impegno, da parte dei "leader" maschi, più interessati alle questioi finanziarie che al corpo delle donne.
Per questo motivo credo che un incontro come quello di ieri sera a Milano possa essere utilissimo ma solo un primo passo nella giusta direzione. Che poi è quella di far ridiventare le donne soggetto politico in quanto tali e in mnaiera indipendente dal "protagonismo" di poche. In altre parole, di lavorare sulla presenza diffusa di una moltitudine di donne in tutti gli ambiti della società. Questo comporta anche la necessità di praticare un modo diverso di fare politica, fuori dalle sedi partitiche e istituzionali. Portare quindi la politica delle donne nella vita quitidiana ("il privato è politico", si diceva un tempo).
Ricostruire quindi reti di donne che attraversino il paese ma anche la società e le culture, riannodare i fili sfrangiati del tessuto della politica femminile.



