30 maggio 2005

Nuove cure

Il primo dei quesiti referendari, ceh sarà votato su una scheda azzurra, chiede di permettere ai ricercatori di compiere ricerche sugli embrioni soprannumerari attualmente crioconservati e ottenuti nel corso di precedenti interventi di fecondazione assistia o eventualmente nel caso vengano prodotti embrioni non successivamente utilizzati per quasiasi ragione.
In questo specifico caso, ricordo che un certo numero di embrioni non utilizzati rimarrà nei congelatori dei centri che si occupano di fecondazione assistita anceh se la legge non dovesse essere modificata. Questo perché, anche se la legge 40/2004 sancisce l'obbligatorietà del trasferimento degli embrioni, il soggetto di quasiasi terapia medica può in qualsaisi momento rifiutarsi di proseguire nella terapia stessa. In altre parole, una donna che decida di sottoporsi a fecondazione assistita può rifiutarsi di procedere all'impianto dopo l'avvenuta creazione degli embrioni per motivi di salute o perché ha semplicemente cambiato idea. La legge non può obbligare nessuno a sottoporsi a terapie mediche, tranne che in alcuni limitatissimi casi (malattie mentali) mediante la lunga e complessa procedura del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio; leggi 180/1978 e 833/1978). Questi embrioni non utilizzati resteranno, nel caso non vengano effettuate modifiche alla legge, comunque nei congelatori fino a quando non saranno più vitali.
Attualmente, nella sola Italia, le persone che potrebbero trovare giovamento dalla terapia genica e dalla ricerca sulle cellule staminali sono almeno 12 milioni, e il 5% dei bambini che nascono ogni anno è affetta da malattie genetiche. Ma è opportuno considerare che una ricerca svolta in Italia potrebbe salvare le vite di altri milioni di persone in tutto il mondo.
Parecchi fanno notare come le cellule staminali sono di numerosi tipi diversi. Oltre a quelle embrionali, cellule staminali "somatiche" possono essere ottenute da adulti viventi, dal cordone ombelicale o da feti abortiti o cadaveri.
Ordinariamente, solo il primo metodo non suscita alcuna obiezione. Tuttavia le cellule staminali ottenibili da soggetto adulto e vivo (nonché quelle ottenibili da cordone ombelicale e da feti abortiti o cadaveri) sono esclusivamente del tipo "unipotente" (o cellule staminali progenitrici), che possono dare origine a solo un tipo di tessuto. Inoltre, queste cellule sono molto meno facili da reperire.
Viceversa, le cellule staminali ottenibili da embrione sono di molti tipi diversi, e soprattutto includono le cellule staminali "totipotenti", che hanno una totale capacità di sviluppo in un nuovo organismo completo o in qualsais altra cellula dell'organismo, e le cellule staminali "pluripotenti" e quelle "multipotenti", che sono una sorta di via di mezzo tra le altre due categorie.
I sostenitori della legge 40/2004 amano sottolineare come fino ad oggi si siano ottenuti risultati esclusivamente dalla ricerca compiuta sulle cellule staminali "adulte" (per semplicità indico in questa maniera le stamilali unipotenti, e come cellule staminali embrionali tutte le altre) e come, inoltre, le cellule staminali embrionali possano essere fonte di tumori, data la difficultà ad indirizzarle in maniera certa. La logica conseguenza sarebbe che la ricerca si dovrebbe concentrare esclusivamente sulle cellule staminali adulte.
In realtà, alla fase attuale, non esistono prove certe né a favore di quersta teoria né contro di essa. In una simile sitauzione, la cosa scientificamente corretta da fare è di continuare ad estendere la ricerca in tutte le direzioni. Peraltro, l'obiezione secondo cui "se fino ad oggi non è stato fatto nessun passo avanti in questa direzione, quindi meglio sarebbe lasciar perdere del tutto questa linea di ricerca e concentrarci su quelle che hanno dato risutati" è stata sostenuta più volte, ma quasi sempre da personaggi che sono stati smentiti dai fatti. Insomma, quasi sempre uan linea di ricerca porta a dei risultati positivi e interessanti, anche se non necessariamente quelli desiderati. Per ipotesi, se anche venisse comprovata la teoria secondo cui le cellule staminali embrionali possano essere origine di tumori, il minimo che ci potremmo aspettare è di trovare almeno una delle cause dirette dei tumori, che potrebbe comunque provarsi essenziale nel trovare la cura o al prevenzione più adatta ad alcune affezioni tumorali. E buttiamola via questa eventualita!

27 maggio 2005

Mentre aspetto che il lavoro e il raffreddore galoppante mi lascino tempo per scrivere le dissertazioni promesse, vi invito a leggere la bellissima e laicissima dichiarazione di voto referendario di Laura-Superelle. Sempre brava e interessante nelle cose che scrive, dal prosaico al sublime.

Ma anche, perchè semplificare l'accesso alla fecondazione assistita è esattamente come semplificare l'accesso all'aborto: diventano diritti in più, non obblighi. Io che sono contraria ad entrambi continuerò a non avvalermi di nessuno dei due, ben sapendo che se per qualunque ragione cambiassi idea otterrei tutto il supporto che mi serve.

18 maggio 2005

Le donne di Sohag

Un bel post su donne e umanità. Su Haramlik.

16 maggio 2005

Zona retrocessione

L'italia è quarantacinquesima. Meglio hanno fatto Zimbawe, Tailandia, Romania, Bangladesh, Cina, Estonia, Lettonia e Lituania, e Polonia. nell'area della partecipazione economica l'Italia è addirittura cinquatunesima, peggio del Venezuela, della Grecia, della Corea, e di quasi tutti i paesi musulmani. Nell'ambito delle opportunità economiche le cose ci vanno appena un po' meglio, siamo al quarantanovesimo posto, comunque dietro la Giordania, Israele, l'Ungheria e la Nuova Zelanda. Il livello di empowerment politico è più o meno uguale, con un quarantottesimo posto (sempre peggio del Messico, dell'India o del Pakistan). I risultati dell'istruzione ci mettono al 41 posto, parecchio sotto Malta, il Bangladesh, l'Uruguay e l'Irlanda. Solo quanto a copertura sanitaria ci va bene, con un lussuoso undicesimo posto, che ci rimette finalmente in linea con Norvegia, Germania e Olanda.
Sto parlando dei risultati della ricerca Women's Empowerment: Measuring the Global Gender Gap del World Economic Forum.

14 maggio 2005

Pausa ricreativa

Dopo "galline in fuga"..."embrioni in fuga".

12 maggio 2005

Voci di fecondazione assistita

L'associazione Da donna a donna di Sesto San Giovanni organizza "Voci di fecondazione assistita", dibattito sulla legge contro la fecondazione assistita e a favore dei referendum abrogativi.

12 e 13 giugno 2005, referendum abrogativo sulla Legge 40/2004
Perché votare sì.

Intervengono Sabrina Vitelli, avvocata esperta in diritto di famiglia.
Alcune donne che parleranno della loro personale esperienza di fecondazione assistita
Seguirà dibattito

mercoledì 18 maggio 2005 ore 21.00 – via Tonale, 14a, Sesto San Giovanni
presso la sede dell’associazione

11 maggio 2005

E visto che siamo incazzate tutte insieme...

Siccome, tutto sommato, sulla legge contro la procreaszione assistita e sui referendum le idee sono spesso poche e abbastanza confuse, da oggi comincerò a fare le pulci ai quattro quesiti.
Innanzitutto, sgombriamo il terreno da un equivoco. Una legge che regolamentasse la questione serviva. Magari non questa legge, ma serviva. Detto questo, la legge prodotta è brutta perché ignorante in materia medica e palesemente mirata a questioni "altre", come l'interruzione volontaria di gravidanza. I quattro referendum non abrgano la legge in toto, ne salvano parti che possono, anzi devono, essere conservate. I quattro referendum sono ognuno mirato su un tema ben preciso e ristretto: abrogando articoli ed elementi e parti di articolo puntano a correggere i punti caldi della legge, struttrandosi per temi omogenei. Votando uno solo dei referendum si incide uno solo di questi temi. In questo senso, gli elettori sono facilitati a votare in maniera selettiva sui singoli temi.

Ma perché è così importante votare? Perché non astenersi? Il tema è importantissimo. I comitati per l'astensione hanno ragione su una cosa: è un voto sulla vita e sulla salute. Sulla vita quotidiana di centinaia di migliaia di italiani affetti da difficoltà di concepimento o da malattie eraditarie, genetiche o infettive che possono trasmettersi al partner o al figlio che grazie alla fecondazione assistita possono avere figli sani. Sulla salute delle donne che ricorrono alla fecondazione assistita. Sulla vita di tutti quei bambini che con questa legge non potranno nascere. Sulla vita delle donne che, se restasse intatto l'articolo che equipara i diritti dell'embrione (anzi, del preembrione) a quelli della madre, potrebbero vedersi negato l'accesso a una interruzione volontaria di gravidanza sicura e tutelata in caso di impossiblità di portarla a termine.
Proprio perché il tema è così importante che ritengo che sia dovere civico e civile di ogni cittadino italiano di esprimersi con il voto. Un voto esplicito, che sia per il sì o per il no. Non basta, a mio avviso, in un caso come questo astenersi, perché l'astensione, di fatto, non è un voto, non è un'opinione. Di fronte a temi di questo peso e questa importanza, esprimersi mi pare un'esigenza primaria. E questa espressione deve essere chiara ed esplicita, andando a votare.
Nei prossimi giorni, quindi, spulcerò i quesiti uno per uno, esprimerò le ragioni per cui, a mio avviso, è così importante votare sì. Ma un tema generale già adesso lo esprimo. Il diritto ad accedere alla fecondazione assistita non è un obbligo. Nulla vieta a coloro che, per un qualsiasi motivo, siano contrari a questo genere di terapia di farne uso. Quindi, perché proibire la fecondazione assistita? Perché questa legge è questo che fa: pone tanti e tali limiti che quando non impedisce totalmente l'accesso alla fecondazione assistita alle copie, impone alle donne che comunque possono accedervi condizioni tali da rendere rischiosa per la salute la pratica. Cornute e mazziate.

10 maggio 2005

Eppure mi incazzo.

Una mia collega mi ha appena raccontato che è stata avvicinata dal suo parroco il quale le si è raccomandato di non andare a votare per i referendum sulla legge 40. Perchè sennò si diventa come gli americani. In che senso? Ha chiesto lei. Nel senso che poi non si sa più chi è il babbo e chi è la mamma di un bambino. Per inciso lei mi ha detto che, nonostante sia cattolica praticante, voterà 4 si perchè ha sentito per caso l'intervista a Veronesi. Il parroco in questione non mi fa incazzare, mi fa tenerezza.
Mi fa incazzare la campagna per l'astensione. "Sulla vita non si vota". Mah. L'altra sera ad un incontro sui referendum ho sentito parlare il prof. Carlo Flamini. Dice Flamini (e non faccio fatica a crederci) che la legge 40 non è una legge cattolica. Nel senso che per la religione cattolica o per lo meno per molti suoi autorevoli esponenti la fecondazione assistita non è una pratica ammessa perchè scinde la riproduzione dall'atto sessuale. Fine della questione.
E' stato divertente stare a sentire le varie teorie sempre cattoliche più "accreditate" sull'inizio della vita. Non appena lo spermatozoo tocca l'ovulo. Non appena entra. Dopo una settimana dal concepimento appena l'embrione perde la capacità di riprodursi identico. Dopo due settimane. Non appena l'embrione entra nel corpo femminile. No. La vita era già scritta e nata con Adamo ed Eva.
Ma se la legge 40 non è cattolica allora perchè è nata così? Perchè tenta comunque di blandire i cattolici. A scapito del ragionamento, della mediazione, della scienza. Le linee guida (ministerali) nate dopo la legge cercano come dire di "metterci una pezza" per premettere ai medici di esercitare comunque con un minimo di coscienza professionale.
Sulla vita non si vota. Io ho votato (siamo in democrazia) un parlamento perchè mi rappresentasse e legiferasse per me. Pur non riconoscendomi con l'attuale maggioranza accetto quello che ne esce. Sono loro che governano il paese. Se volevo governarlo io mi sarei presentata alle elezioni. Questo in linea di massima.
Se poi questo parlamento licenzia qualcosa di talmente sbagliato da provocare la nascita di movimenti referendari, appelli, campagne di opinione, prese di posizione, da permettere di raccogliere milioni di firme per l'abrogazione, allora, dice la legge, devo decidere io. Noi. Tutti noi.
Non è che questo capiti per tutte le leggi. Non è capitato per leggi altrettanto ingiuste ma comunque partorite da una democrazia. Domani, se vincerà un'altra maggioranza, le correggerà.
Capita per una legge che, per non offendere la morale cattolica (poi comunque, pare, ugualmente offesa ed insoddisfatta) offende la morale laica di milioni di persone. La dignità delle donne. Una legge (notizia di oggi) sconfessata dal vicepremier. Sconfessata da ministri e membri della maggioranza. Ed allora voterò sulla vita. Pur sperando che il problema non mi tocchi mai. Per chi invece ne è stato e ne sarà toccato.
Mi dispiace per chi si asterrà consapevolmente perchè il suo atto sarà incivile e vigliacco. Sarà immorale. Lo so che la legge prevede il quorum. Ma servirsi di questo per far naufragare un referendum di questa importanza è, ripeto, immorale. Perchè è vero che questi referendum parlano di vita. Di salute. Di temi che, pur non toccandoci magari nel caso specifico, ci toccano ugualmente tutti.
Nessuno, nemmeno i comitati promotori, li ha voluti. Proprio per il problema del quorum. E perchè argomenti del genere avrebbero bisogno non di lacerazioni ma di decisioni condivise. Ma il parlamento ha fallito (destra e sinistra) ed ha rimandato la palla a noi. Ed allora usiamola.
Come la pensano gli italiani su questi temi? Mi piacerebbe saperlo. Se vincerà l'astensione (di una tornata referendaria estiva, su 4 quesiti che se non spiegati, sono estremamente tecnici) gli italiani avranno perso l'occasione di decidere. Deciderà chi non sa nemmeno che si va a votare. E tutti gli altri avranno tappata la bocca. Si. Sono incazzata. Confido negli italiani ma sono incazzata.